Danilo Cannizzaro vince la terza edizione del Premio Letterario Formebrevi


Vedi, Enrico, caro fratello, il fatto è che quando lo scorso giugno te la sei pensata in modo di andare a raggiungere, una buona volta, la tua signora Mamma e il tuo signor Papà – di cui mi parlavi con tanta insistenza – lassù dove gli aquiloni preferiscono elegger loro naturale domicilio – non me ne vorrai, spero – ci rimasi male un bel tot.

Non fui d’accordo. Neanche un po’.

Indossai quindi, in segno di protesta, una greve casacca di desolitudine stenta, e non parlai più per giorni X.

Però a star zitto non ce la facevo: mi scorrevano dentro, e trascorrevano eccome, tante parole, tutte in disordine.

Provai a dar loro un qualche rabberciato equilibrio, e le scrissi.

Tante ne scrissi che da sole, in autonomia, esse si organizzarono e si misero in fila scegliendosi un ordine, simile a quello delle pecorelle spaventate dal fulmine, delle soldataglie non addestrate, delle scolaresche che sanno da un momento all’altro le metterà in riga un burbero preside foltamente barbuto.

Questo libro è nato così.

Ci vediamo, frate’.

la terza edizione del Premio Letterario Formebrevi

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